Frequenze e vibrazioni: come leggere l’energia del corpo

Parlare di frequenze vibrazionali, oggi, fa storcere il naso a molte persone. È un argomento che divide: c’è chi non vuole credere a ciò che non vede, chi liquida tutto come superstizione, chi non è interessato ad approfondire. Eppure, da angolazioni diverse, sia la scienza sia molte tradizioni antiche osservano (la scienza da pochi anni, le antiche tradizioni come lo Yoga, da millenni) un fatto semplice: l’universo non è immobile, ma è fatto di movimenti, oscillazioni, vibrazioni.

Cosa si intende quindi con la parola frequenze?
In questo articolo ti porto oltre al concetto astratto e ti racconto come queste “vibrazioni” possono essere una chiave per comprendere meglio il tuo stato psicofisico e il tuo benessere quotidiano.

 

Cosa sono le frequenze (davvero)

Nel linguaggio della fisica, la frequenza è il numero di vibrazioni che un fenomeno compie in un secondo. Si misura in Hertz (Hz), dal nome del fisico Heinrich Rudolf Hertz. Se un’onda vibra cento volte in un secondo, la sua frequenza è di 100 Hz.

Il nostro orecchio può percepire solo una parte di tutto questo mondo vibrante: indicativamente, dai 20 ai 20.000 Hz. Ciò che sta sotto i 20 Hz è chiamato infrasuono, ciò che supera i 20.000 Hz è ultrasuono. Ma che non possiamo sentirlo non significa che non esista: attorno a noi ci sono onde e segnali di ogni tipo, studiati da anni in ambito scientifico, usati ad esempio nelle telecomunicazioni, nello studio delle onde elettromagnetiche, nel suono e nella musica.

La fisica moderna, inoltre, ci mostra che ciò che percepiamo come “solido” – un tavolo, una pietra, il nostro corpo – a livello microscopico è fatto di particelle, campi, movimenti. La materia non è qualcosa di perfettamente fermo: è processo, è dinamismo, relazione. Dire che “tutto è energia e vibrazione”, in questo senso, è un modo divulgativo di riassumere una visione complessa: non significa che la scienza confermi automaticamente tutte le tradizioni spirituali, ma indica che alla base della realtà non c’è staticità, bensì movimento.


Dal linguaggio della fisica al linguaggio dell’energia

Nel mondo olistico, la parola “vibrazione” viene usata in un altro modo. Quando dici che una situazione ha una “energia pesante”, o che dopo una meditazione senti “vibrazioni più alte”, non stai parlando in Hertz: stai cercando di descrivere una qualità interiore.

La naturopatia misura proprio queste frequenze vibrazionali, emotive ed energetiche: da una parte riconosce il piano fisico, dove certe frequenze si possono misurare, dall’altra utilizza il linguaggio energetico per leggere come ti senti, come reagisci, come stai davvero.
Secondo questa visione, anche il nostro corpo è un campo vibratorio:

  • è attraversato da impulsi elettrici e segnali fisiologici
  • i nostri pensieri, le nostre emozioni, le nostre abitudini modificano costantemente la qualità del nostro stato energetico.


Scegliere (anche senza accorgersene) la frequenza a cui vibrare

Se osservi una tua giornata, forse ti ritrovi in queste immagini.

Quando sei in un periodo di forte stress, ti capita di sentirti più “pesante”: ti svegli già stanco, il corpo è contratto, la mente sempre in allerta. Le spalle sono sollevate, la mandibola serrata, il respiro corto. Il sonno fatica a rigenerarti, e magari compaiono piccoli disturbi: mal di testa, mal di stomaco, tensioni, infiammazioni ricorrenti. È questa condizione che, nel linguaggio olistico, viene chiamata frequenza bassa: non nel senso di un numero misurato, ma come modo per descrivere una qualità energetica negativa, di sofferenza e malessere.

Al contrario, quando attraversi periodi in cui ti senti più in pace, più fiducioso, più creativo, tutto cambia. Il respiro si fa più profondo, il corpo si rilassa, digerisci meglio, dormi con più facilità, ti svegli con energia. In questi momenti si parla di frequenze più alte: stati associati a salute, vitalità, armonia.

Dire che “scegliamo la frequenza a cui vibrare”, significa riconoscere che ogni giorno, consapevolmente o meno, alimentiamo certe abitudini interiori: rimaniamo ancorati a rabbia, paura, ansia, pessimismo, oppure coltiviamo strumenti per ritrovare calma, presenza, fiducia. Nel tempo, queste scelte ripetute creano una specie di “tono di base” che influisce sul nostro modo di affrontare la quotidianità e anche su eventi importanti: incidenti, malattie, crisi, cambiamenti improvvisi.

 

Il lavoro della naturopatia 

Nella pratica concreta, in naturopatia, ci si occupa soprattutto di frequenze vibrazionali emotive ed energetiche, che rilasciano informazioni specifiche, captate dal nostro cervello. Questo significa:

  • ascoltare come ti senti nel corpo
  • osservare quali stati emotivi predominano
  • leggere i disturbi come segnali di uno squilibrio energetico che chiede attenzione.

Alcune volte, in naturopatia vengono utilizzati anche strumenti che si propongono di valutare parametri bioenergetici. Si tratta di dispositivi sviluppati nell’ambito delle terapie complementari, su cui la ricerca è ancora in corso. Non sono considerati strumenti diagnostici dalla medicina convenzionale, ma in un approccio olistico possono essere usati come 'mappe aggiuntive', sempre integrate con l’ascolto della persona e, quando serve, con il parere del medico.

Quando parliamo di “frequenze basse”, quindi, non stiamo indicando un valore numerico, ma quell’insieme di segnali che raccontano uno stato di sofferenza e disarmonia. 

È in questi momenti che ogni intervento naturopatico – fitoterapia, Fiori di Bach, pratiche di respiro, yoga dolce, meditazione, attività gratificanti, contatto con la natura, alimentazione più adeguata, buona idratazione – ha lo stesso filo rosso: alzare la qualità energetica complessiva, riportare equilibrio dove qualcosa si è spostato.

Quando invece introduciamo nella nostra vita ciò che non ci fa bene – cibi che ci appesantiscono, sostanze irritanti, situazioni tossiche, pensieri autosabotanti – possiamo percepire un ulteriore “abbassamento” della nostra vibrazione: stanchezza, confusione, sintomi che tornano. Alcuni test kinesiologici e altre metodiche olistiche cercano proprio di osservare come il corpo si indebolisca di fronte a certi stimoli: non sono oracoli infallibili, ma strumenti in più per vedere come reagisce il sistema corpo–mente.

 

Accenni su cristalli, risonanza e campi energetici

Molte tradizioni antiche – dall’ambito vedico a quello delle medicine tradizionali di vari popoli – attribuiscono a ogni pietra una propria frequenza vibrazionale.

Su questi principi si basano pratiche come la cristalloterapia e la litoterapia, che utilizzano pietre e minerali per favorire il benessere fisico, emotivo e spirituale.  In questa visione, l’idea è quella che il cristallo (pietra o minerale) può entrare in risonanza con il campo energetico umano. Quando queste due frequenze si incontrano, possono armonizzarsi e contribuire al riequilibrio.
Non tutti gli aspetti di queste pratiche sono stati confermati da studi scientifici, e le ricerche sono ancora in atto; ciò non toglie che, a livello soggettivo, alcune persone sperimentano effetti reali in termini di calma, centratura, sostegno emotivo.

Nella prospettiva naturopatica, i cristalli non sono “bacchette magiche”, ma strumenti vibrazionali e simbolici che possono accompagnare un percorso di cura più amplio, scelti ad esempio in base al tema su cui si lavora: radicamento, protezione, chiarezza mentale, espressione, apertura del cuore.

 

Onde vibrazionali particolari (balene, Schumann, e altro ancora)

Attorno ai 7,83 Hz troviamo la cosiddetta risonanza di Schumann, relativa a questa particolare frequenza elettromagnetica legata alla cavità tra la superficie terrestre e la ionosfera. Viene spesso chiamata “frequenza della Terra”. Alcuni autori hanno ipotizzato collegamenti tra questa frequenza e certe onde cerebrali legate al rilassamento; gli studi proseguono, ma l’immagine è potente: viviamo immersi in un campo vibratorio naturale che fa da sfondo alla nostra esistenza.

La fascia tra 15 e 20 Hz è stata studiata in vari contesti, soprattutto legati a vibrazioni meccaniche o sonore utilizzate in protocolli terapeutici. Alcune ricerche suggeriscono che questi stimoli possano contribuire a ridurre ansia, favorire rilassamento, migliorare la qualità del sonno, sostenere la vascolarizzazione e la salute ossea, alleviare dolori muscolari o articolari. Sono ambiti specifici, che richiedono competenza e prudenza.

È interessante notare come alcune balene, in particolare la balenottera azzurra, emettano canti a frequenze molto basse (nell’ordine di poche decine di Hz), e come un grande organo a canne possa produrre suoni profondi che il corpo percepisce quasi più come vibrazione che come semplice suono. Chi ha ascoltato dal vivo questi fenomeni sa quanto possano “risuonare” nel petto e nelle ossa, invitando naturalmente a un certo tipo di stati interiori.

Negli ultimi anni si è parlato molto anche di musica accordata a 432 Hz. Alcune ricerche preliminari e molte esperienze personali riportano che questa accordatura può favorire un maggior rilassamento, una migliore concentrazione e un senso di armonia interiore rispetto allo standard di 440 Hz. La scienza su questo è ancora agli inizi, ma molte persone scelgono consapevolmente musica a 432 Hz come supporto per la meditazione, il sonno o momenti di centratura.

Più controverso è il discorso su 528 Hz, chiamata da alcuni la “frequenza dell’amore”. Autori come Leonard Horowitz la descrivono come centrale in una presunta “matrice musicale della creazione” e le attribuiscono potenziali effetti sulla rigenerazione cellulare, sullo stress del sistema endocrino e del sistema nervoso autonomo, persino sulla riparazione del DNA. 

Queste idee non rappresentano la posizione ufficiale della comunità scientifica, ma appartengono a una corrente di ricerca e interpretazione specifica. In chiave olistica, la frequenza 528 Hz viene considerata come un suono simbolicamente legato a stati di amore, connessione e apertura, da usare come sostegno al rilassamento, non ovviamente come promessa miracolosa.

Anche i delfini entrano in questo quadro: i loro ultrasuoni non sono udibili dall’orecchio umano, ma vengono comunque emessi e percepiti in altri modi. Esistono percorsi di terapia assistita con i delfini che combinano la relazione con questi animali, l’esposizione ai loro suoni e l’ambiente marino . Le ricerche scientifiche sono ancora in atto, ma abbiamo la riprova che il tema delle frequenze è davvero ampio e apre mondi e possibilità davvero affascinanti. 

 

Quando la natura aiuta a “riaccordarsi”

Se metti insieme tutte queste prospettive – fisica, suono, pratiche olistiche, esperienze personali – emerge una visione in cui l’universo può essere descritto come energia in movimento, e noi ne facciamo parte.

Secondo i principi della fisica quantistica tutto l’universo può essere letto come energia e vibrazione; la naturopatia raccoglie questa immagine e la porta nel concreto della vita quotidiana.

La natura, in questa visione, diventa un’alleata preziosa. Ogni elemento – alberi, acqua, aria, animali, pietre – possiede una propria “firma vibratoria” con cui entriamo in contatto anche quando non ce ne accorgiamo. Noi stessi siamo energia in movimento, inevitabilmente connessi e in continua interazione con l’ambiente.

Quando un disturbo si manifesta, la naturopatia lo interpreta anche come il segno di uno squilibrio energetico: qualcosa in noi è sceso a una frequenza bassa o si è spostato in modo disarmonico rispetto al nostro equilibrio naturale. Possiamo allora intervenire attraverso:

  • rimedi naturali adatti alla nostra costituzione e situazione,
  • un’alimentazione più corretta e rispettosa del corpo,
  • tecniche per ritrovare tranquillità e tono psicofisico (respiro, meditazione, movimento dolce),
  • il supporto di pratiche vibrazionali come i cristalli, i colori o determinate musiche,
  • un contatto più profondo e regolare con la natura.

L’obiettivo è riassestare in modo mirato ciò che dentro di noi è andato “fuori rotta”, accompagnando anche eventuali percorsi medici con un lavoro di ascolto e riequilibrio più ampio. 

 

Se vuoi esplorare le tue frequenze…

Se, leggendo queste righe, hai sentito qualcosa risuonare…

Ti ricordo che tramite le consulenze, il mio lavoro è quello di accompagnarti ad osservare con delicatezza il tuo stato energetico, fisico ed emotivo, e ad integrare passo dopo passo rimedi naturali, pratiche e piccoli cambiamenti quotidiani per ritrovare un equilibrio più armonioso.

Se senti che è il momento di riaccordarti, puoi contattarmi. Costruiremo insieme un percorso su misura per te. 

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Troveremo insieme il modo più adatto per iniziare.
Ti sono grata e ti auguro tanta positività!

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